Nato negli anni '60 a Bolgheri, in Toscana,
nella Tenuta di San Guido,
il Sassicaia è stato
precursore di tanti nobili nettari affermatisi in seguito.
Dicono che una piccolissima parte del suo successo sia dovuta
anche al nome, esoterico, che contribuisce a renderlo così
speciale e diverso dagli altri. L'alto contenuto sassoso del
terreno del podere porta ogni anno alla superficie nuove pietre,
frammenti di montagne che cullano il prezioso nettare.
Forse dall'origine del terreno deriva il topònimo Sassicaja,
o Sassicaia, in voga da oltre
150 anni. Piantato nel 1965, questo incredibile vino raggiunse
il mercato solo nel 1968. E fu rivoluzione. Sassicaia: Grande Vino. Civiltà
del Bere, all'alba del terzo millennio, lo definiva "vino
del futuro". Sassicaia:
Grande Storia, fu proprio questo vino che fece conoscere il
vigneto Italia nel mondo.
Al
marchese Mario Incisa della Rocchetta,
padre di Nicolò, va
il merito di aver compreso con molto anticipo il territorio
adatto al vigneto. Il nome stesso, sin dall'epoca romana, aveva
sempre indicato un territorio adatto al vigneto, ma questa fantastica
storia inizia soltanto quando, nella poderosa genealogia Incisa
della Rocchetta, emerge la figura di Leopoldo Incisa, nato nel
1792 e dal 1812 già alle prese con la carriera amministrativa.
Solo nel 1845 esce uno studio sulla stagione più adatta
allo svinare, ma più interessante é la memoria
senza data intitolata Nozioni generali, nella quale
viene minuziosamente raccontata la situazione dei vigneti di
Rocchetta Tanaro. La sperimentazione e gli studi di Lepoldo
culminano nel famoso catalogo del 1862, che attrae l´attenzione
di ampelografi e vitivinicoltori, che accorrono in gran numero
ad ammirare, nelle sale inferiori del castello della Rocchetta,
ben 175 varietà di viti in vaso.
Nel 1869, a 77 anni, Leopoldo pubblica il secondo catalogo Descrittivo
e ragionato della propria collezione di vitigni italiani
e stranieri: sono 175 vasi e al numero 92 troviamo il Cabernet
Sauvignon, al 145 il Cabernet Gris (o Cabernet Franc), che,
come sottolinea il marchese Incisa della Rocchetta sono
entrambe usati nei vini di Bordò e sono fra i più
preziosi ch´io abbia introdotti nelle mie colture.
Durante gli ultimi anni di vita, Leopoldo si fa portare in casa
i vasi delle viti per continuare i propri studi prediletti e
quando muore, nel 1871, nonostante il vivaio gli sopravvive
per un breve periodo, il catalogo resta, per diventare fonte
preziosa di consultazione per il pronipote, l´inventore
del Sassicaia.
Quasi un secolo dopo, il pronipote Mario
Incisa della Rocchetta, giovane studente di agraria, che trae
ispirazione proprio da quei cataloghi e dalla frequentazione
con il Barone Rothschild, per operare trapianti di barbatelle
bordolesi prima sui terreni di famiglia (alla Rocchetta) e in
seguito, con enorme successo, a Bolgheri. Nessuno prima di lui
aveva pensato di far nascere un vino "bordolese" su
un terreno italiano: tanto meno in una zona sconosciuta sotto
il profilo vinicolo. La decisione di piantare questa varietà
nella Tenuta San Guido fu
in parte dovuta alla somiglianza che egli aveva notato tra questa
zona della Toscana e Graves, a Bordeaux. Graves vuole dire ghiaia,
e prende il nome dal terreno sassoso che distingue la zona:
proprio come Sassicaia, in
Toscana, che come abbiamo visto indica una zona con le stesse
caratteristiche morfologiche. Nella biografia giovanile di Mario
Incisa cerano stati due incontri decisivi; il primo con
Clarice della Gherardesca
(erede della famiglia patrizia regnante da secoli nella Maremma
toscana), che il 18 ottobre del 1930 diviene sua moglie e laltro
con Federico Tesio, impareggiabile selezionatore di purosangue,
proprietario della più ricca scuderia di vincitori di
Derby in Europa. La giovane coppia Incisa si stabilisce all'Olgiata,
ex tenuta dei Chigi (la famiglia della madre di Mario), dove
nasce un'azienda agricola modello e un allevamento, presto celebre,
di futuri campioni: in questo centro passeranno i più
grandi crack del tempo, da Nearco a Ribot, entrambi prodotti
della nuova scuderia, la Dormello Olgiata costituita in società
nel 1932 da Tesio e dagli Incisa. Durante il secondo conflitto
mondiale l'Olgiata vivrà tempi difficili ma in pochi
anni Mario saprà trasformare questa tenuta in una moderna
fattoria, capace di essere anche un'oasi faunistica e ambientale
(l´Oasi di Bolgheri):
la prima oasi italiana riconosciuta internazionalmente.
Sarà qui che, finalmente, sull'altura dell'eremo di Castiglioncello,
si troverà il terreno ideale per il suo cabernet: quel
Sassicaia discende proprio
da quel primo felice impianto e porterà al primo DOC
singolo in Italia, un rosso che ha scalato rapidamente le graduatorie
mondiali dei vini di qualità. Ma non fu comunque una
strada facile; a dispetto delle ottime premesse, i primi giudizi
su quel vino non furono positivi: tra il 1948 e il 1960, il
Sassicaia rimane un vino
di dominio strettamente privato e viene consumato solo nella
Tenuta. Presto il marchese capisce che, invecchiando, il vino
migliora notevolmente. Come spesso accade ai vini di grande
levatura, i tratti considerati difetti, si trasformano con il
trascorrere del tempo nelle ben note virtù che tutto
il mondo riconosce al Sassicaia.
Amici e parenti non smisero mai di incoraggiare Mario Incisa
a continuare con gli esperimenti per perfezionare il proprio
rivoluzionario stile di vinificazione: la scelta del Cabernet
e l'uso delle barriques sono innovazioni introdotte in Italia,
con successo, dal marchese Incisa, destinate ben presto a diffondersi
in tutta la penisola
Grazie alla sua sapiente regia, il 1985 è un "Annus
Mirabilis", in cui il Sassicaia
è considerato unanimemente uno dei più grandi
vini mai assaggiati in qualunque zona del mondo.
La prima vigna di Mario Incisa
è considerata la culla del Cabernet italiano. La terra
di Bolgheri continua a donare al Mondo il Sassicaia,
un Vino che ha un'Anima Nobile e la memoria delle pietre.
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News
• “La MINI SASSICAIA”
È uscita la mini Sassicaia. Distributrice Meregalli, ha ideato la mini Cooper S di ultima generazione, una versione speciale dedicata al Sassicaia, limitata a soli 12 esemplari numerati legati all'annata 1985 del Sassicaia, la più preziosa.
Apposite areografie riproducono fedelmente l'etichetta Sassicaia 1985 sull'intero tetto della vettura. La verniciatura è unica e riprende i colori dominanti del Sassicaia: il blu, l'oro e il magnolia
• "Primum Familiae Vini"
il 18 giugno 2004 il Marchese Nicolò è stato scelto per entrare a far parte del Primum Familiae Vini - "le prime famiglie del vino".
Si tratta di un'associazione internazionale (anche conosciuta come PFV), fondata ufficialmente nel 1993. La partecipazione è limitata ad un massimo di 12 famiglie produttrici di vino. L'adesione è concessa unicamente su invito e tutte le decisioni devono essere approvate all'unanimità.
• Premio Masi al "papà" del Sassicaia
Il 25 settembre 2003 L’Amarone premia il Sassicaia. E' stato assegnato a Nicolò Incisa della Rocchetta, creatore e produttore del mitico Sassicaia il Premio "MASI PER LA CIVILTÀ DEL VINO". Il produttore toscano è il primo italiano a ricevere il prestigioso riconoscimento.